Chi non diventa vecchio. Ovvero sulla vecchiaia virtuale

di Cristiano de Majo.

Chi non diventa vecchio.

da Studionews –

Nel giro di qualche giorno ci siamo ritrovati tutti vecchi con FaceApp. Anzi proprio tutti no. Ci sono i consapevoli, quelli che lo hanno dichiarato e hanno messo tutti gli altri in allerta: non ci si può lamentare della pervasività dei social un giorno sì e l’altro pure e poi regalare i propri dati biometrici a una società con sede in Russia. Ok, ma tutti gli altri? Se sappiamo benissimo chi sono quelli che l’hanno fatto, perché ci hanno voluto donare quell’immagine postandola ovunque, chi sono, invece, quelli che non l’hanno fatto e perché?

Una interpretazione fin troppo letterale potrebbe fare risalire la scelta di non usare il filtro invecchiamento alla pura e semplice paura di vedersi da vecchi (cosa che potrebbe essere spiegata dal dato, rivelato da Valeria Montebello nell’articolo scritto per Studio che a usare “invecchiamento” su FaceApp sono stati soprattutto uomini), ma forse invece si tratta invece di quella maggioranza silenziosa sempre più silenziosa: quelli cioè che non vogliono partecipare, che si imbarazzano a condividere, che non hanno tanto paura di rivelare i propri dati biometrici quanto di mettere ogni giorno in faccia a tutti gli altri un narcisismo che ha stancato innanzitutto loro stessi.

Dalla news letter della rivista Studio

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