Oltre il postumanesimo: il transumanesimo.
Oltre il postumanesimo: il transumanesimo.
Dove si va o si rischia di andare?
Il transumanesimo (o transumanismo, a volte abbreviato con >H o H+ o H-plus) è un movimento culturale che sostiene l’uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive e migliorare quegli aspetti della condizione umana che sono considerati indesiderabili, come la malattia e l’invecchiamento, in vista anche di una possibile trasformazione post umana.

Si tratta di un movimento culturale che afferma la modernità tecnologica e scientifica al fine di ottenere, a favore della specie umana, benefici fisici e fisiologici (miglioramento della salute e allungamento della vita ), mentali (potenziamento delle capacità intellettive) e sociali (migliore controllo e organizzazione). Il termine transumanesimo sembra sia stato usato per primo nel 1957 da Julian Huxley nel testo Transhumanism. L’attuale definizione, di Max More, ha allargato il suo significato a una classe di filosofie che cercano di guidarci verso una condizione postumana. Questo significato sottintende una più intensa interazione con le macchine (meccanismi cibernetici) e un superamento degli attuali limiti delle capacità umane a favore di una condizione che nel prossimo futuro presenterà aspetti, talmente innovativi, da non essere più classificabili solo come umani. Per i transumanisti questa evoluzione è “desiderabile”, perchè ritengono che, grazie alle scoperte e alle applicazioni di nuove scienze come la biorobotica, la bioinformatica, la nanotecnologia, la neurofarmacologia, ecc. l’uomo si traghetterà in una nuova era evoluzionistica post-darwiniana. E’ tutto molto inquietante perché, seppur oggi con spirito profondamente diverso, ricorda (o richiama)  molto da vicino elementi della cultura eugenetica.

 

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